Nei viottoli deserti di questo villaggio fantasma ritrovo scorci e nicchie protette di luoghi remoti nella memoria e di nuovo mi sento a casa, nuovamente calcando la sabbia di Ostia dei miei diciott’anni, guardando il mare da dietro un cancello arrugginito dalla salsedine, seduto sul legno di un pattino tratto in secco e buttato a ridosso d’una siepe selvatica, getto l’ancora nel porto di Itaca..
.png)



Nessun commento:
Posta un commento
Esprimi il tuo commento, grazie.