tutte le immagini dei quadri, delle sculture ed i testi tratti dai libri dell’artista sono © di Max Loy


..."Il raggio verde è una luce visibile per brevi secondi nelle chiare serate estive, subito dopo il tramonto del sole.

In metafora è qualcos’altro di più significante, una luce interiore che va cercata lì dove ha dimora: nel silenzio.



raccolta di immagini, testi e pensieri di Max Loy ...

e di quant'altro attinente alla sua arte

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In these paintings of mine there are two different elements: colour and shape, casualty and organization, intuition and recognition. Two different types of music combining melody and a countermelody evoking the marvel of a stereophonic listening.


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Introduzione alla Sua arte

Esposizione virtuale delle opere di Max Loy.

“E’ così: ogni azione e ancor più manifestamente quelle dettate dal sentimento, affondano le radici in una regione misteriosa dalla quale ogni gesto assume un significato trascendente che è caratteristico della figura dell’uomo: egli trascende se stesso, così le sue azioni sono allegorie, immanenza e trascendenza insieme.

Questo è un mistero grande, l’unico.”

data inizio blog: 8 ottobre 2009


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sabato 12 gennaio 2013

Piccolo saggio sulla Pittura - PARTE PRIMA - continua (11)

Un itinerario per trasformare le idee in fatti:
premesse e
fasi di costruzione di un quadro 1996

  
Vedete, io ho passato la mia vita a guardare fuori e dentro di me ed ho scoperto che le idee che mi girano nel cervello non sono altro che i fantasmi delle cose che mi danzano intorno quando cammino per la strada e tutta la realtà mi appare come un immenso laboratorio in piena attività, dove non passa un secondo senza che si compia un esperimento.


 La goccia d’acqua è una lezione sulla trasparenza, il sole una lezione sulla luce, la distanza una lezione di prospettiva, l’altezza una lezione su non so che, e tutte queste cose sono in rapporto con noi, hanno evidentemente una valenza psicologica e, più in fondo, un’eco spirituale.
Tutto ciò che mi circonda e che mi si muove dentro ha in qualche modo a che fare con me, con il mio senso della vita.

 Se credete che esista il caso e siete degli artisti qualcosa in voi non funziona. Se credete al caso e volete fare arte, partite con il piede sbagliato. Lasciate che ve lo dica da amico: il caso non esiste. Quello che imbroglia le nostre carte è l’enigma. 

Se si vuole capire il ruolo dell’arte, qual è l’inconscio desiderio che ci spinge a cercare nell’arte un appagamento, bisogna prima avere coscienza e poi riconoscere che abbiamo sete.

 Io credo che l’arte non sia altro che un secchio col quale attingere acqua al misterioso pozzo della vita. Da alcuni il pozzo viene scambiato per una botte di vino.  I figli di questo credo sono i pittori di cornucopie: pregevoli artisti che non ci dicono niente. Per altri la via è una valle di lacrime, ed io li vedo questi emaciati animi sentimentali aggirarsi sconfortati tra le immondizie dei cimiteri monumentali. Altri ancora vedono nell’acqua del pozzo un oceano in tempesta:  sono gli ardimentosi pittori di battaglie, gente irrequieta, generali in pensione: portano i baffi alla Vittorio Emanuele. 
E c’è chi attinge dal pozzo un’acqua cristallina ed effervescente: sono gli artisti dell’attesa e del silenzio, quelli che ti guardano negli occhi dai quadri che dipingono e che stanno aspettando qualcuno da tanto tempo.

 
Che cosa ha a che fare tutto questo con me?
Se c’è una domanda veramente creativa è questa.

Ponetevi questa domanda tutte le volte che volete: non ha controindicazioni, è solo un po’ indigesta. Fa parte del mio metodo.
 


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