.....Link di Max Loy
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percorso professionale
A N T O L O G I A
domenica 18 luglio 2010
.....venerdì 16 luglio 2010
Notizie stampa di repertorio: Max Loy a Villa Paradiso
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IL PITTORE pistoiese Max Loy espone in Val di Reno alla Villa Paradiso, il ristorante realizzato nella splendida ex Colonia Toniolo, lungo la strada che dalla regionale 66 conduce a Pian di Giuliano e Sammommè. Qui è allestita la ‘personale’ dell’eclettico pittore 58enne che fin dall’inizio della sua attività, era il ’68, sperimenta diversi percorsi artistici di pittura, scultura, ebanistica e narrativa. Nel 2000 Loy passa poi dall’arte figurativa all’informale, giocando con forme e colori. Le opere dello schivo pittore pistoiese, puntualmente ‘spalancate’ su orizzonti onirici, con scorci sanguigni che catturano lo spettatore. Sono anche su http://www.maxloy.com/.
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martedì 13 luglio 2010
Cos'è?
Non è niente, ma è bello come è bella una pietra, un cristallo, un legno venato, è straordinario come un fatto naturale, una combinazione unica tra miliardi possibili, una rarità pensata e voluta da me.In alto, nel quadro, ho tirato un breve tratto orizzontale che interseca sulla sinistra un graffio ortogonale, una specie di casualità premeditata, una connotazione razionale, il segno di un intervento e di una sintonia collaborativa con la natura.
Mi interrogo, a distanza di anni, sulla sua necessità. Provo a cancellarlo ponendo una mano che lo esclude alla vista e sto lì a pensare come sarebbe stato quel mondo senza quel segno, come sarebbe la natura senza la presenza intelligente dell’uomo.
Alla fine convengo che sta bene com’è, che è necessario, ribadisco la scelta di allora: il quadro è perfetto, lo compro.
Questa riconferma mi conforta moltissimo, per me significa che esiste una strada tracciata, la validità di un canone, coerenza di stile: terra ferma dopo troppa acqua.
domenica 11 luglio 2010
L'inconscio ci aiuta
Dunque specchiatevi dentro e scoprite qual è il vostro stile.
Come vi siete mossi? Perché quel particolare è stato ben curato e quell’altro no? Era meno importante?E perché?
Avete concepito qualcosa che in fondo non vi interessa e vi annoia anche un po’?
Avete inserito elementi inutili che potevate evitare?
Come mai ve ne accorgete solo ora?
Come stanno le cose: avete le idee chiare o state cercando una soluzione?
E il vostro umore come va? Vi state divertendo?
Siete fiduciosi o sconfitti? Determinati o rinunciatari?
Cos’è che vi piace in quel che avete fatto? Perché?
In che cosa consiste la differenza tra ciò che vi piace e quel che non vi piace?
Dove corre l’asse portante del quadro? C’è coerenza nell’insieme?
Ed ora, che cosa farete? Come andrete avanti?
Vi affiderete al caso? Farete degli esperimenti “o la va o la spacca”?
O preferite fermarvi qui, sotterrare il vostro talento, per non perdere quel po’ che siete riusciti a realizzare?
A quale criterio vi state ispirando? Cosa volete dire con quest’opera? E’ necessaria quest’opera? A chi? Per chi state dipingendo?
Può darsi che non ci siano risposte a queste domande. Considerate il vostro lavoro come un dovere compiuto. Potevate indubbiamente fare di più e meglio, ma questo è un vecchio ritornello. Ad ogni esame di coscienza è sempre così: siamo stati inadeguati, ma domani è un altro giorno: “provaci ancora Sam”.
Meglio far riposare la mente: una notte di sonno può fare miracoli. Forse nel buio, ad occhi chiusi, dal mare dell’inconscio affioreranno le risposte da decodificare di giorno.
Tratto da “Piccolo saggio sulla pittura” di Max Loy
La donna nell'arte .... uno sguardo retrò
Se andiamo a ritroso nella storia vediamo come la femminilità sia un tratto marcato dell’umanità più volte affrontato, a volte con progressi, altre con regressioni, con violenza o con poesia, con erotismo o malinconia.
La storia e lo studio ci insegnano che il lato femminile non è prerogativa assoluta della donna, bensì componente più o meno latente anche degli uomini..bmp)
“A quale aspetto interiore si riferisce?”,
“A quale delle due parti che compongono la personalità di un individuo?”;
ed ancora “Quale è l’istinto che ne ha maturato l’immagine e ne ha individuato il soggetto?”.
Infatti, un’opera d’arte può essere un’estensione ideale che riflette psicologicamente paradigmi inespressi.
Il soggetto femminile rimane il più intrigante enigma che la storia generaleed il sensibile mondo dell’arte abbiano affrontato.
Forse il bello sta nel non risolvere mai, questo mistero,
per continuare ad indagarlo.
domenica 4 luglio 2010
L'Astro solenne
Giorno dopo giorno, vedrà "salire il sole". Sera dopo sera, il sole "scenderà ", annunciando la paura notturna. Poco per volta l’aspetto fisico del fenomeno è sostituito dall’emozione che provoca. L’uomo primitivo vede levarsi il sole e la sua paura emotiva scompare. In seguito egli fa un accostamento tra la levata del sole e la scomparsa della paura. Il sole diventa una realtà vivente, una "persona" che dà la luce, il calore, la sicurezza. Il sole diventa un Dio, che l'uomo primitivo prega ed adora".
Pierre Daco
L'astro solare ha ispirato popoli, re, sacerdoti, pensatori, medici ed anche tanti artisti e poeti. Dante nel suo Paradiso descrive la potenza del sole che fa partecipe la terra delle virtù celesti: "Lo ministro maggior de la natura, che del valore del ciel lo mondo imprenta."
tratto da "Il sole. Simbologie e intuizioni antiche e moderne" Gaetana Camagni

Astro solenne
Simbolo di chiarezza e ordine
Meta suprema attinta dalle profondità
Frantuma il degenere e ricrea
Mariella Murgia
La fatica e la gioia dell'artista

“Si tratta – spiega Hillman - di un fuoco sacro per quello che si sta facendo – di una concentrazione intensiva, che ad alcuni, soprattutto a coloro che sono posseduti dai “valori della famiglia”, appare come un’ossessione, tanto da parlare dell’artista come di uno che non può fare a meno di lavorare, uno che è posseduto dal suo lavoro.
Diventiamo artisti soltanto quando proviamo altrettanta gioia nell’esercitarci che nell’eseguire…
Non è il vernissage nella galleria cha fa il pittore (anche se può essere determinante per la sua carriera): sono, piuttosto, le azioni ripetitive nello studio. Nel lavoro artigianale artistico c’è l’ultima traccia di una idea di disinteressata ripetitività che è anche una delle aspirazioni più alte dello Zen, della contemplazione mistica e della pratica religiosa, così come della pratica dell’arte e dello sport…
L’idea della ripetizione come essenza del mestiere...
sabato 3 luglio 2010
Presentazione
mi nutro di nubi
di pioggia
di rugiada
sono gabbiano
sfioro con le bianche ali
le spiagge dell’universo
sono fantasia
vado correndo
folletto buono
tra i sogni
del giorno e della notte
sono realtà
vivo abbarbicato
come un mugo
sul crinale del monte
sono sole
do tepore alle membra
intirizzite dalla paura
sono uomo...
.........vivo d’amore.
lunedì 28 giugno 2010
Bellezza
La bellezza

lunedì 3 maggio 2010
Solo di Edgar Allan Poe
La lettura di un'opera d'arte
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L'arte possiede un linguaggio universale che le permette di raggiungere il suo scopo comunicativo indipendentemente dal livello di competenza artistica del fruitore. Tale conoscenza però si ferma solamente al livello emotivo se non si conoscono adeguate metodologie di lettura che portano all'acquisizione della piena consapevolezza del valore dell'opera che si sta osservando. La lettura di un'opera è un percorso, e come tale ha delle tappe.
Una di queste è l'analisi della tecnica pittorica utilizzata e quindi i materiali con cui l'opera è stata realizzata è un importante fattore di comprensione ed inquadramento dell'opera visuale.
Una analisi di tipo tecnico condurrà alla valutazione di elementi come le dimensioni, il supporto, le tecniche adottate e il medium utilizzato per la trasmissione del messaggio, - se si tratta cioè di un olio su tela, un affresco, di un acquerello, etc…Inoltre interpretare la simbologia contenuta all'interno dell'opera e riconoscere le modalità secondo le quali l’artista ha utilizzato i modi di rappresentazione e l'organizzazione spaziale delle immagini serve per meglio giungere al significato dell'opera e analizzarla poi criticamente.
domenica 2 maggio 2010
l'arte astratta

Nell’opera d’arte qualcosa è rappresentato e si offre alla vista, ma qualche altra cosa nello stesso tempo ci guarda, ci ri-guarda. Nella visibilità del quadro è in opera qualcosa che non si lascia cogliere e che, come l’oblio, resta sempre altro rispetto a ciò che possiamo ricordare.

L’arte astratta fa appello all’occhio spirituale, ossia allo sguardo, e ciò comporta il rifiuto della tradizionale distinzione soggetto-oggetto, dal momento che l’oggetto è in tale prospettiva un soggetto che ci cattura proprio mentre lo guardiamo.
L’astrattezza del segno, la sua non-rappresentatività, è quindi la manifestazione della sua «risonanza interiore», ossia della sua «spiritualità».
Già la mistica tedesca medievale affermava, con Meister Eckart, che, come Dio agisce al di là del mondo dell’essere, così l’anima, che è in grado di rappresentarsi le cose che non sono presenti, opera nel non-essere; un’analoga operazione compie il pittore astratto, che nientifica il mondo naturale delle cose, dando vita a un mondo di entità non-oggettive, inesistenti e tuttavia reali.
tratto da “Icona e arte astratta”
di Giuseppe Di Giacomo
Mostra permanente a Villa de’fiori, Pistoia
http://www.villadefiori.it/
http://www.villadefiori.it/arte-in-villa.php?PHPSESSID=fmdmzjvk&lang=en&PHPSESSID=fmdmzjvk
Ma la sua non è arte istintiva appunto perché è sorvegliata dalla ragione. Lo si vede dagli equilibri cromatici e dai segni grafici che uniscono le varie parti del quadro quel tanto che basta. Perfino i forti contrasti convivono armonicamente, mentre il disegno si fa sottile e sotteso pentagramma su cui danzano percezioni come note di sinfonie novecentesche. Il ritmo è appunto un’altra conquista di Loy: “..la vita è ritmo..” osserva “…lo è tutto il creato.” Per cui la pittura che voglia rappresentarli non può non esprimere questa musicalità che è voce di vita quotidiana ed ancor più eco dell’anima universale.
Cosicché non sorprende la sua partecipazione a due appuntamenti della scorsa edizione “Suoni e riflessi”, promossa dal Comune di Firenze il giorno 4 novembre e il 2 dicembre alla sala Vanni della chiesa del Carmine.
Paolo Gestri
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