tutte le immagini dei quadri, delle sculture ed i testi tratti dai libri dell’artista sono © di Max Loy


..."Il raggio verde è una luce visibile per brevi secondi nelle chiare serate estive, subito dopo il tramonto del sole.

In metafora è qualcos’altro di più significante, una luce interiore che va cercata lì dove ha dimora: nel silenzio.



raccolta di immagini, testi e pensieri di Max Loy ...

e di quant'altro attinente alla sua arte

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In these paintings of mine there are two different elements: colour and shape, casualty and organization, intuition and recognition. Two different types of music combining melody and a countermelody evoking the marvel of a stereophonic listening.


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Introduzione alla Sua arte

Esposizione virtuale delle opere di Max Loy.

“E’ così: ogni azione e ancor più manifestamente quelle dettate dal sentimento, affondano le radici in una regione misteriosa dalla quale ogni gesto assume un significato trascendente che è caratteristico della figura dell’uomo: egli trascende se stesso, così le sue azioni sono allegorie, immanenza e trascendenza insieme.

Questo è un mistero grande, l’unico.”

data inizio blog: 8 ottobre 2009


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lunedì 24 settembre 2012

Raggiungere la cosa più vicina


L’uomo non può comprendere sé a partire da sé stesso. Agl’interrogativi dove compaiono la parola “perché” e la parola “io”: perché io sono come sono? Perché posso avere solo ciò che ho, perché semplicemente sono anziché non essere?, non si può dar risposta prendendo le mosse dall’uomo.

La risposta a questi fondamentali interrogativi  la dà solo ciò che mi trascende.
Egli può insegnarmi a comprendere quella verità che nessuno può insegnarmi, cioè quella di me stesso. Ma come può farlo? Non mediante scienza, né filosofia, bensì attraverso un prendere coscienza.Ch’io misuri la distanza, sottilissima eppur tanto profondamente separatrice, che sta tra me e me-stesso; che io giunga alla pace con me. Perché è chiaro che in me non c’è pace. Tutti quegli interrogativi, che contengono “perché” e “io”, sono espressione d’un profondo dissidio interiore.


I primi uomini non accettarono se stessi nell’ora in cui furono messi alla prova, vollero invece essere  ciò che eternamente non potevano essere. L’effetto fu che entrarono in disaccordo con la loro essenza, perdendo attraverso ciò la conoscenza di se stessi.
Solo prendendo coscienza di essere dati a noi stessi, e perciò di non esserci creati, c’è la consapevolezza del limite e della finitezza. L’accettazione dello stato di creatura e l’amore consente la conoscenza di sé e della propria verità. 


liberamente tratto da "Accettare se stessi" di Romano Guardini

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