tutte le immagini dei quadri, delle sculture ed i testi tratti dai libri dell’artista sono © di Max Loy


..."Il raggio verde è una luce visibile per brevi secondi nelle chiare serate estive, subito dopo il tramonto del sole.

In metafora è qualcos’altro di più significante, una luce interiore che va cercata lì dove ha dimora: nel silenzio.



raccolta di immagini, testi e pensieri di Max Loy ...

e di quant'altro attinente alla sua arte

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Studio: via Abbi Pazienza 14 – C.A.P. 51100 Pistoia cell. 3389200157 mail - info@maxloy.com

In these paintings of mine there are two different elements: colour and shape, casualty and organization, intuition and recognition. Two different types of music combining melody and a countermelody evoking the marvel of a stereophonic listening.


ACCOMODATI, SEI IL BENVENUTO !

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Introduzione alla Sua arte

Esposizione virtuale delle opere di Max Loy.

“E’ così: ogni azione e ancor più manifestamente quelle dettate dal sentimento, affondano le radici in una regione misteriosa dalla quale ogni gesto assume un significato trascendente che è caratteristico della figura dell’uomo: egli trascende se stesso, così le sue azioni sono allegorie, immanenza e trascendenza insieme.

Questo è un mistero grande, l’unico.”

data inizio blog: 8 ottobre 2009


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IL TEMPO - Max Loy - ************************************************************************************* Il tempo è indifferente e costante, scorre sempre allo stesso modo; secondo dopo secondo, così come scendono i granellini della clessidra. Il tempo è lieve, non ha materia e non si sente .... ma c’è!

domenica 18 marzo 2012

Lo squarcio



MAX LOY come BERNANOS

«squarciare il velo» della banalità per penetrare nel cuore delle cose.

Per Bernanos, il peccato più grave è quello contro la speranza[xvi]  e la speranza vera ha radici molto profonde, scavate nell’intimo della persona.

Lo scrittore vede con chiarezza l’avanzare di una società che ogni giorno di più è «una cospirazione universale contro ogni forma di vita interiore»[xvii]Dunque il grande attentato contro l’uomo è la «despiritualizzazione», che equivale a mortificare la persona, a ridurla, a cosificarla. Chi non ha una vita interiore, chi «vive alla superficie di se stesso»[xviii] non può che sperimentare il suo vuoto e allora ha bisogno di rivestirsi di una maschera, ha necessità di ricoprire un ruolo, di ritagliarsi un personaggio.
E con superficiale incoscienza si rinuncia al proprio volto, alla propria identità singolare. Si rinuncia a dire la propria parola, scrivendo l’esistenza come un «grazioso pezzo di letteratura»[xix]. Si è incapaci di sperare e di avere il coraggio di «ritornare all'essenziale».[xx]


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