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percorso professionale
A N T O L O G I A
domenica 26 settembre 2010
La tela bianca
sabato 25 settembre 2010
Il compito dell'Arte
Desiderio del divino
divino.
La comprensione della bellezza
L'arte
domenica 19 settembre 2010
Opportunità

sabato 18 settembre 2010
ispirazione

Sentire: Colore e materia
Tutto ciò che 'prende forma' attraverso la vista è superficie e colore, oggetti e paesaggi che non riguardano mai soltanto gli occhi.Quando lo sguardo si 'appoggia sulla materia' ne ricava sempre anche informazioni tattili, di durezza, consistenza, calore, creando i presupposti per generare molteplici risposte sensoriali.
Per questo non è possibile, nell'esperienza attiva dell'uomo, 'isolare' una 'pura visione'. Vi è nella esperienza quotidiana un prevalere della vista, ma questa opera sempre in relazione con gli altri organi di senso e con un sapere residente e sempre attivo.

Osservazioni sul colore

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Nella cultura tradizionale orientale i colori sono inebrianti, magnifici; ma le forme sono volutamente trascurate. La cultura occidentale precristiana era invece molto attenta alla forma e all'uso, ma poverissima di colore: in greco antico e in latino le poche parole che definiscono un colore si riferiscono in realtà al suo grado di opacità, oppure sono associate a un elemento naturale. Addirittura, le sculture e le pitture erano compiute con colori eccessivamente sgargianti ai nostri occhi, ma sotto-percepiti come normali dagli antichi greci. Solo con l'avvento del vangelo avviene l'integrazione della forma e del colore; tuttavia, vi sono zone, quali l'Europa settentrionale, in cui il cristianesimo si diffonde solo in forma idealistica, che mantengono perciò un forte squilibrio a favore della forma, determinato dal substrato germanico. Le civiltà tendenzialmente irrazionalistiche prediligono l'uso del colore, basti pensare ai mosaici bizantini, dove il colore assume il valore di materia in sé già preziosa, mentre nel tipo di atteggiamento opposto il colore risulta subordinato al disegno e quindi alla forma..

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Recensioni da repertorio: IL DINAMISMO ESPRESSIVO DI MAX LOY




(Critico e Storico d’arte.)
giovedì 19 agosto 2010
L'astrazione

E' il procedimento intellettivo che parte dalla conoscenza di enti singoli ed escludendone gli aspetti particolari e accidentali giunge a formulare un concetto universale.
Quello dell'astrazione e' un momento dell'uomo, anzi il momento apice del suo processo raziocinante in cui dall'analisi del particolare egli accede alla sintesi universale superando con un balzo d'intuizione ogni effetto spazio-temporale.
I grandi d'ogni arte, elevando le loro opere a contenuti universali, hanno raggiunto l'astrazione. Le loro opere hanno forte potenzialita' poetica e rivelano la volonta' degli autori di giungere alle sfumature del sentimento. Quelle tele riempite di "non forme" lasciano trapelare un'energia che potrebbe scrutare i momenti remoti dell'anima per tradurli in palpiti cromatici e in fascinosi codici lineari.
L'astrazione pertanto appartiene al mondo degli universali al quale accede l'intelletto umano nella tensione di fede sotto gli impulsi della volonta'. Appartiene appunto alla Metafisica, precisamente al luogo in cui risiede l'Assoluto di tutto il relativo.

mercoledì 18 agosto 2010
l'arte astratta

L’arte astratta non rappresenta la realtà, crea immagini che non appartengono alla nostra esperienza visiva. Essa, cioè, cerca di esprimere i propri contenuti nella libera composizione di linee, forme, colori, senza imitare la realtà concreta in cui noi viviamo.
Essa descrive la realtà solo in alcune sue caratteristiche. I segni, i colori sono simboli che rimandano a cose o idee, sono così un modo astratto di rappresentare la realtà. L'arte astratta è tesa a suscitare emozioni interiori, utilizzando solo la capacità dei colori di trasmettere delle sensazioni.
L’arte astratta nasce come volontà d'espressione e di comunicazione, ma lo fa con un linguaggio di cui difficilmente si conoscono le regole. Il problema interpretativo dell’arte astratta è stato in genere impostato su due categorie essenziali: la prima si affida alla psicologia gestalitica, la seconda all’esistenzialismo.

La psicologia gestaltica studia l’iterazione tra l’uomo e le forme. Ossia, come la percezione delle forme diviene esperienza psicologica e chiarendo come l’arte astratta riesca a comunicare con la psicologia dell’osservatore.
Altro metodo di decifrazione dell’arte astratta è quello di rintracciare l’esperienza esistenziale da cui è nata la specifica opera. L’artista, come qualsiasi altra persona di questo mondo, vive la medesima realtà di tutti. Riceve le medesime sollecitazioni, le interpreta con la sua specifica sensibilità e le traduce in forma. Il gesto creativo, l'opera, diventa traccia esistenziale: traccia di tutta l’iterazione tra realtà, sollecitazione, sensibilità e creatività. Solo l’artista, proprio perché è tale, sa esprimere e oggettivare attraverso il gesto creativo. In questo caso l’opera è traccia del proprio essere al mondo, che risulta il valore minimo, e testimonianza dell’essere al mondo in un particolare momento, in una particolare situazione o in un particolare contesto. Assume cioè valore di documento storico-culturale proprio perché è il frutto di quella particolare storia e di quella particolare cultura.
lunedì 16 agosto 2010
Poeta delle forme e dei colori
Il pittore è il poeta delle forme e dei colori.
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La bellezza è anche un'illusione consapevole.
La funzione dell'irreale è infatti una idealizzazione coerente,
in una vita idealizzata che tiene al caldo il cuore,
che da alla vita un dinamismo reale,
al di là della realtà oggettiva,
della quale però non è detto che non si tenga conto.
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GLI UOMINI MIGLIORANO CON GLI ANNI


lunedì 9 agosto 2010
Trasparenza e evanescenza
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Ma mentre la trasparenza rappresenta chiarezza, legalità, energia benefica e stabilità; l’evanescenza, le atmosfere brumose e l’incertezza dei contorni evocano la valorizzazione dell’effimero, un effimero colto nel suo carattere di impermanenza.Ma un corpo perfettamente trasparente è impercettibile allo sguardo (si lascia attraversare dalla luce) ed è impenetrabile agli altri sensi (non lascia passare la materia, attenua o impedisce il suono).
La trasparenza esiste dunque solo a patto che qualcosa la capti e la faccia apparire.
La trasparenza non è dunque uno stato bensì uno scarto attraverso l’effimero, l’aspetto evanescente ed impermanente delle cose.
Inoltre quando l'osservatore e la sorgente luminosa si trovano in certe posizioni, la trasparenza diventa riflettenza. Cosicchè può dipendere dalla posizione dell’osservatore percepire la trasparenza.
Ciò è emblematico della nostra capacità di “vedere” la verità, “vedere” attraverso.

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